Surfando sul conflitto

Quante energie si spendono nei conflitti? Quanto tempo si dedica alla lotta e alla contrapposizione? E che prezzo si paga dedicando tante forze ai litigi?

Nel libro Surfando sul conflitto, viene messo in luce cosa accade quando si è coinvolti in un conflitto e, soprattutto, cosa si può fare per non farsi travolgere dall’onda emozionale, imparando a gestire costruttivamente i conflitti e abbassando il consumo energetico. Per Surfare sul conflitto occorre infatti sapere come prima cosa come funzionano le onde del conflitto, ovvero le emozioni. Il conflitto è come un’onda che sale, monta contro l’antagonista, ma poi torna inevitabilmente indietro, infrangendosi anche su di noi, sfiancandoci e minando le nostre relazioni più importanti. È possibile però, attraverso un lavoro di autoosservazione e autoconsapevolezza, che sveli quei meccanismi e automatismi inconsapevoli che si attivano nel corso dei conflitti, imparare a sfruttare la sua energia e a “cavalcarne l’onda”, a stare in equilibrio sulla tavola, a governare le emozioni, a trovare il nostro centro di gravità, a dosare le energie nella contrapposizione. Attraverso la conoscenza della Legge dello Specchio, dell’energia dell’intenzione, del potere delle parole è possibile diventare un “causante consapevole”, ovvero una persona che, anziché re-agire impulsivamente agli eventi “apparentemente” esterni, si assume la responsabilità di essere creatore della sua realtà mettendo in atto azioni pensate. Il libro somministra tavola, tecniche e tattiche. E lo fa rispettando le capacità, predisposizioni e inclinazioni personali del lettore, anche quello che non sa nuotare o che ha paura dell’acqua. Per facilitare l’apprendimento di tecniche e stratagemmi, il volume è ricco di  esercizi, che è possibile svolgere direttamente sulla pagina – e che possono essere usati anche in formazione – e di casi concreti, per individuare le strategie più efficaci. Alla fine della lettura, viene poi consegnato un dono prezioso: il lettore che è in grado di imparare a surfare sul conflitto arriva a conoscere meglio chi conosce meno, e cioè se stesso.

Grazie a questo testo, diventerai anche tu un conflict surfer!

Sfoglia il libro
 

Se, come diceva Kafka, bisogna leggere soltanto i libri che mordono e pungono, Surfando sul conflitto non lascia illesi. Perché il lettore (qualunque lettore) trova se stesso fra le righe. Vede, rivede, rivaluta le proprie emozioni, parole, aspettative, convinzioni, proiezioni e tutto ciò che accade nella esperienza di vita quotidiana, che è intersoggettiva e dunque intimamente costellata da conflitti interpersonali.
Nei conflitti ci si tuffa inesorabilmente, anche senza volerlo e talvolta persino senza essere consapevoli di esserci finiti. Si può decidere di nuotare, ma il rischio di affogare o annegare è alto. Occorre, allora, imparare a reggere l’urto dell’onda del conflitto. Surfando, appunto. Il libro somministra tavola, tecniche e tattiche. E lo fa rispettando le capacità, predisposizioni e inclinazioni personali del lettore, anche quello che non sa nuotare o che ha paura dell’acqua. Alla fine della lettura, viene poi consegnato un dono prezioso: il lettore che è in grado di imparare a surfare
sul conflitto arriva a conoscere meglio chi conosce meno, e cioè se stesso.
Arturo Maniaci, professore aggregato di Istituzioni di diritto privato
Università degli Studi di Milano
Se i conflitti vi fanno paura, se siete stanchi di doverli gestire, se vi siete ritrovati tante volte a chiedervi perché, dopo esserne stati travolti, ma avete intuito che può esistere una logica in cui non c’è qualcuno che vince e qualcuno che perde, ma solo se vincono tutti, si vince davvero, allora Surfando sul conflitto sarà lo strumento per trasformare i vostri confliggenti nei vostri migliori maestri. L’ironia creativa di Tiziana Fragomeni e la sua capacità di trattare con leggerezza temi di grande peso, insieme ad una profondissima conoscenza dell’argomento, frutto di anni di ricerca, pratica della mediazione e docenza, fanno di questo libro un testo di indubbio valore per quanti desiderino imparare come da un conflitto si può far scaturire la migliore evoluzione per se stessi e per gli altri soggetti coinvolti.
Un avvocato come Tiziana Fragomeni, che, molto tempo fa, ha deciso che invece che alimentare i conflitti, avrebbe preferito risolverli, è la dimostrazione pratica che surfare sul conflitto si può.
Erica Francesca Poli, Medico, psichiatra e psicoterapeuta, Perito del Tribunale
di Milano, Autrice del libro Anatomia della Guarigione, Anima Edizioni
Se pensate che a un naufrago in mezzo al mare occorra lanciargli una corda, Tiziana Fragomeni offre invece una tavola da surf, con l’intento – peraltro ben riuscito – di insegnare a cavalcare l’onda del conflitto, liberando dal gioco della contrapposizione con le sue note insidie e rendendo i conflitti navigabili senza lo strascico di sofferenze emotive, frustrazioni e smisurata rabbia. Per chi svolge la professione dell’avvocato, Surfando sul conflitto offre una maggiore consapevolezza di quanto sia importante saper gestire costruttivamente i conflitti e di come l’applicazione delle sole norme, senza un’integrazione di competenze relazionali, rappresenti, sempre più raramente, la soluzione del problema. Attraverso i pratici esercizi contenuti nel testo, il professionista non riceve delle risposte, ma sviluppa delle capacità relazionali e un metodo che eleva il suo livello di capacità di gestione del conflitto, sia che decida di affrontarlo in fase stragiudiziale sia nella fase giudiziale.
Avv. Luca Pennisi, partner Studio Lgl, Milano
Conosco Tiziana ormai da qualche anno, ho seguito diversi corsi tenuti da lei e letto i suoi libri e ancora una volta mi sono trovato a sorprendermi leggendo Surfando sul conflitto, mi capita con tutti i suoi libri ma forse con questo in particolare. E il motivo è semplice: trovo che in questo libro sia posto nel modo migliore possibile l’essenza, l’elemento sine qua non, ovvero possiamo gestire i conflitti in modo proficuo e funzionale. Mi riferisco in particolare al concetto, anzi al ruolo, di “causante consapevole”. Lo trovo un concetto quanto mai importante perché marca l’accento sul ruolo della nostra mente, sul potere causale che essa ha nel configurare i problemi e le possibili soluzioni che abbiamo, facendoci vivere i conflitti come se fossero qualcosa che ci capita, delle disgrazie, dei momenti di crisi a cui dobbiamo reagire; è come se delegassimo il nostro potere creativo, la nostra responsabilità nel determinare la situazione conflittuale. Ecco perché mi sorprendo sempre a leggere i libri di Tiziana, perché è come se mi ricordassero qualcosa che tendo puntualmente a dimenticare e cioè che i conflitti, e quindi le relazioni con le altre persone, non possono essere banalizzati come accidenti da cui dobbiamo liberarcene al più presto o problemi che dobbiamo fuggire o distruggere dando il peggio di noi. Surfando sul conflitto permette, grazie anche alle esercitazioni al suo interno, di acquisire uno sguardo più attento sull’altro e sulle nostre relazioni, senza banalizzarle. Che è forse l’ingrediente essenziale per acquisire una reale competenza per gestire i conflitti. Non possiamo certo obbligare la controparte a cambiare atteggiamento, possiamo però provare ad allentare la tensione provando a spostare l’estremo opposto dell’elastico, noi stessi. Spesso, infatti, è sufficiente che solo uno dei due confliggenti cambi atteggiamento per cambiare la relazione. Per acquisire delle competenze reali e utili nella gestione dei conflitti e diventare dei causanti consapevoli bisogna allora accettare la sfida ad andare oltre i propri comportamenti abitudinali, i propri automatismi. E per farlo bisogna accettare il rischio che comporta mettere in discussione i nostri schemi. Questo passaggio è necessario per comprendere come possiamo appropriarci, come attivare comportamenti nuovi, propositivi, di cui possiamo assumerci la responsabilità delle conseguenze senza paura di farci e fare del male. Certo, non è una strada facile, né tantomeno scontata, ma vale la pena provare a percorrerla.
Dott. Salvatore Pappalardo Resp. Didattica e Formazione SIAM1838